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Dall'8 aprile 2014 Microsoft ha interrotto il supporto tecnico a Windows XP e Office 2003





aprile 2014

Dall'8 aprile 2014 Microsoft ha interrotto il supporto tecnico a Windows XP e Office 2003


   L’8 aprile 2014 Microsoft ha interrotto il supporto tecnico di assistenza e gli aggiornamenti a Windows XP e Office 2003.

   L’Office 2003 è stato sostituito da tempo, dalla maggior parte degli utenti, con le versioni più recenti del pacchetto. La migliore compatibilità con i nuovi sistemi operativi, il supporto nativo, o quasi, ai file pdf, la facilità di utilizzo della nuova interfaccia a ribbon e, soprattutto, la politica di incompatibilità dei nuovi formati dei file generati dalle nuove versioni con la suite 2003 ha spinto, già da tempo, gli utenti ad abbandonare questa release e ad adottare le, più complete, versioni Office 2007, Office 2010 e, con qualche perplessità, Office 1013. Chi, a seguito della politica di Microsoft, sarà costretto ad abbandonare l’ormai noto e sicuro pacchetto di Office Automation, Office 2003, per le versioni più recenti, dovrà compiere un piccolo sforzo di apprendimento della nuova interfaccia e un non indifferente investimento economico. In alternativa, è sempre possibile adottare, in sostituzione o in modo complementare uno dei pacchetti di Office Automation gratuiti, ben consci dei limiti di compatibilità, versatilità e facilità di utilizzo che tale soluzione comporta.

   Per gli utenti del sistema operativo Windows XP, la scelta di Microsoft comporta ripercussioni, disagi e investimenti molto più importanti. La sospensione del supporto tecnico di assistenza e degli aggiornamenti del sistema operativo implica fondamentalmente due categorie di problemi.

   Il primo, più pubblicizzato, anche se, come vedremo, di minor entità e, entro certi limiti, per qualche tempo, più facilmente ovviabile, è un problema di sicurezza. Dall’inizio di aprile, Microsoft non rilascia più aggiornamenti di sicurezza per Windows XP, le eventuali falle di sicurezza che si paleseranno in futuro non saranno più corrette da aggiornamenti specifici del sistema e delle sue funzionalità. Il problema della sicurezza, in realtà, riguarda i computer collegati in rete, locale e/o internet, soprattutto nell’utilizzo di applicazioni web 2.0, (Internet Banking, acquisti on-line, servizi internet con trattamento di dati sensibili). Microsoft ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza, patch, Fix e periodici pacchetti di aggiornamenti cumulativi (Service Pack) e ha sviluppato versioni aggiornate delle funzionalità del sistema per più di dieci anni. Le vulnerabilità e i limiti del sistema operativo sono noti e ampiamente provati; la probabilità che nuove falle di sicurezza insite nel sistema possano essere scoperte e sfruttate è molto bassa.

   Il secondo problema, a mio giudizio più tangibile e che si concretizzerà più rapidamente, riguarda l’uso di applicativi, sia Microsoft che di produttori di terze parti, installati sul sistema e sviluppati appositamente per esso. Soprattutto applicazioni web based di tipo 2.0, ma non solo, che sfruttano per il loro funzionamento componenti come Netframework , macchine virtuali Java, supporto Flash o Silver Light e numerose altre piattaforme o plug-in sviluppate per Windows XP e fino a questo momento pienamente supportate. La continua e rapida evoluzione informatica si è spostata, subendo un ulteriore accelerazione e conseguente crescita della velocità di cambiamento, verso piattaforme interconnesse nella rete globale. Lo sviluppo di queste piattaforme, relativamente al sistema operativo Windows XP, non è più supportato da Microsoft. Questo implica che, in breve tempo, gli applicativi sviluppati per questo contesto avranno bisogno, per migliorare le funzioni presenti e/o per far funzionare le nuove, di piattaforme aggiornate e ottimizzate appositamente per questo sistema che i produttori di terze parti e la stessa Microsoft non potranno più sviluppare, mancando il supporto di Microsoft allo sviluppo del sistema. A questo punto l’utilizzo di dispositivi con sistema operativo Windows XP sarà relegato a un sempre minor numero di funzioni fino a rendere necessaria, dove possibile: dove le caratteristiche dell’hardware lo consentono, la migrazione ad un altro sistema operativo più recente e maggiormente supportato o ad abbandonare il dispositivo obsoleto per uno con caratteristiche hardware e software più recenti.

   I tempi di realizzazione dello scenario esposto dipendono molto dalle scelte commerciali che Microsoft e i suoi partner decideranno di adottare, anche in funzione delle politiche dei concorrenti. La software house di Redmond, infatti, potrebbe imporre un’accelerazione al processo di migrazione dalle attuali piattaforme Windows XP a sistemi più evoluti. La diffusione di Windows XP è ancora molto elevata; attualmente, è installato su quasi il 30% dei computer nel mondo. Microsoft ha mantenuto e, per ora, continuerà a mantenere, attivi i server che permettono il download degli aggiornamenti sviluppati fino all’interruzione del supporto. Se necessario, quindi, sarà ancora possibile formattare, reinstallare il sistema operativo Windows XP, possibilmente aggiornato al SP3, e scaricare tutti gli aggiornamenti rilasciati. Ancora per qualche tempo sarà possibile ovviare ai problemi di sicurezza e di compatibilità adottando, dove possibile, programmi di terze parti, come, ad esempio, browser alternativi a Internet Explorer o limitando l’utilizzo dei sistemi in questione a particolari scopi. Comunque, tra sei mesi, al massimo un anno, i proprietari di macchine che montano ancora Windows XP saranno costretti a prendere una decisione:

   - se i computer sono abbastanza recenti, magari nati con Windows Vista e downgradati a Windows XP, sarà sufficiente, eventualmente potenziando un po’ la memoria RAM, compiere l’upgrade a Windows 7. In questo caso, sarà possibile far funzionare programmi e attuare procedure sviluppate per Windows XP, facendole girare nei Task virtuali di Windows 7;

   - se i computer in questione sono molto più vecchi, ormai vetusti, è possibile scegliere se cambiare sistema operativo, installando una versione Linux in grado di lavorare anche con computer molto datati, oppure acquistare hardware nuovo, di tipo professionale, ad uso aziendale, che permetta il downgrade a Windows 7. Il primo caso è di difficile applicazione, infatti, pur non essendo costretti a sostenere spese per l’hardware e per la licenza del sistema operativo, oltre alla difficile implementazione dei sistemi, delle procedure e alle difficoltà di funzionamento degli applicativi sviluppati, gli elevati costi di formazione degli utenti unitamente alle complicazioni derivanti da un ambiente misto rendono questa soluzione difficilmente attuabile. Nel secondo caso, solo i desktop e i notebook di tipo aziendale, mediamente più costosi, e per i quali sono stati sviluppati i driver e le utilità di sistema anche per Windows 7, possono montare questo sistema operativo. Non tutti i produttori, però, propongono modelli con Windows 7 preinstallato; in alternativa, o si acquista un vecchio modello con Windows 7, o si opta per un modello più moderno con Windows 8 o 8.1 Pro e si richiede a Microsoft il downgrade a Windows 7 Professional. Quest’ultima è una procedura talmente farraginosa, piena di insidie e di vicoli ciechi da scoraggiare chiunque. Comunque, una volta entrati in possesso del codice di licenza di Windows 7 e del software del sistema sarà necessario scaricare i driver per il proprio hardware e installare il nuovo sistema operativo. Anche questa soluzione è molto impegnativa.

   Nella speranza che Microsoft non imprima ulteriori accelerazioni alla dismissione forzata di Windows XP, lasciando che il normale processo evolutivo porti al naturale e graduale, quanto necessario, abbandono di questo sistema operativo verso piattaforme più evolute e che meglio soddisfano le nuove esigenze, continueremo a trovare soluzioni che ci permettano di continuare a lavorare, giocare e comunicare nel modo più idoneo alle nostre caratteristiche ed utile alle nostre necessità, al fine di migliorare le attività quotidiane.

   … In fondo è questo che abbiamo sempre fatto.

A.R.      


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